L’Osservatorio

Il ruolo dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo

Previsto dal “Patto di sviluppo di filiera” sin dal 2006 e riconosciuto con Legge Regionale n. 16/2008, l’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo è una struttura all’interno del Distretto Produttivo della Pesca, di cui supporta le attività istituzionali mediante analisi di carattere tecnico, scientifico, socio-economico e giuridico-amministrativo.

Secondo l’Art. 7 della L.R. 16/2008: “Osservatorio della pesca del Mediterraneo. 1. L’Osservatorio della pesca del Mediterraneo, di seguito denominato Osservatorio, istituito dal Distretto produttivo di cui al decreto dell’Assessore regionale per la cooperazione, il commercio, l’artigianato e la pesca n. 182/12S del 6 febbraio 2008, ha il fine di attivare studi in materia di innovazione, internazionalizzazione, mercato, finanza di distretto e dell’ambiente marino a supporto del sistema delle imprese della filiera ittica e dell’Amministrazione regionale. L’Osservatorio, altresì, redige il Rapporto annuale della pesca e dell’acquacoltura.”

L’Osservatorio è stato articolato in quattro sezioni di studio, ognuna con una propria area di competenza: l’internazionalizzazione, la finanza del distretto, l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. I risultati più importanti sono stati conseguiti nel campo dell’innovazione tecnologica, che investe tutte le fasi della filiera della pesca, dalla produzione alla conservazione, dalla commercializzazione alla promozione del prodotto.


Obiettivi

L’intuizione di creare questo strumento scientifico di  indirizzo alle attività del Distretto, parte dal chiaro intento di nell’accesso all’innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica. Grazie al connubio impresa-ricerca, in questi anni è stato possibile elaborare progetti organici di sviluppo e competitività sul piano nazionale e internazionale per le aziende minori. L’obiettivo principale è quello di fornire documenti di analisi tecnico-scientifica, socioeconomica e giuridico-amministrativa e monitorare  gli aspetti biologici e  ambientali del sistema ittico  mediterraneo  e siciliano,  favorendo la salvaguardia del sistema mare  e la crescita sostenibile della filiera della pesca,  l’internazionalizzazione delle aziende, l’ammodernamento del settore, la certificazione dei prodotti ittici del Canale di Sicilia.  L’Osservatorio, composto da quaranta esperti nei diversi ambiti d’interesse per la pesca e le politiche del mare, ha anche il compito di stimolare i processi di collaborazione del Distretto con gli interlocutori degli altri sistemi produttivi presenti, innanzitutto, sul territorio nazionale e internazionale.


Attività

L’attività dell’Osservatorio  è orientata all’attivazione, in un’ottica mediterranea, di iniziative, studi e ricerche a sostegno delle filiere agro-ittico-alimentari per la Regione Siciliana, così da rendere le imprese più competitive in una visione di cooperazione internazionale. Con il contributo di oltre quaranta eminenti rappresentanti del mondo accademico e istituzionale, italiani e di altri Paesi del Mediterraneo, l’Osservatorio ha competenze giuridiche, economiche, tecniche e scientifiche che supportano e indirizzano le attività  del Distretto.   L’Osservatorio, sulla base delle conoscenze comuni acquisite, analizza, valuta e fa sintesi dei risultati dei progetti di ricerca, innovazione tecnologica e sviluppo realizzati attraverso finanziamenti comunitari, nazionali e regionali nel settore della pesca, e valuta preventivamente le proposte di progetti di ricerca presentati o da presentare, in modo da fornire un quadro unitario  di supporto all’azione di coordinamento tecnico-scientifico del Distretto Produttivo della Pesca.


I componenti

L’internazionalizzazione è una sfida imposta dal processo di globalizzazione culturale e produttiva ed è sinonimo di apertura dei sistemi produttivi che scelgono l’innovazione e il dialogo per cercare nuove opportunità di crescita e sviluppo.

Il COSVAP, in partnership con enti pubblici e privati, il Dipartimento di Bruxelles e degli Affari extraregionali della regione siciliana, ICE e SPRINT (Sportello della Regione siciliana per l’Internazionalizzazione), il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Affari Esteri, intende trovare soluzioni concrete con i partner mediterranei (area MEDA – CARDS – PHARE) per integrare realmente le economie, in un rapporto di reciproco rispetto e interdipendenza, al fine di trarre i migliori vantaggi dalle caratteristiche tipiche dei territori e delle rispettive culture ed economie.


Finalità

Per limitare la pressione sulle aree di pesca tradizionale appare fondamentale individuare zone di ripopolamento attivo, favorire lo spostamento di pescherecci nelle aree dei Paesi rivieraschi, sviluppare una pesca responsabile.


Obiettivi

Migliorare la competitività del distretto verso l’esterno;

Razionalizzare e mettere a sistema le attività in favore dell’internazionalizzazione;

Stipulare protocolli di intesa per lo sfruttamento razionale e sostenibile delle risorse ittiche, per la sperimentazione di strumentazioni ecocompatibili (reti, attrezzature di bordo, etc…) secondo i principi della Blue Economy.
Trasferire Know-how relativamente alla cantieristica, alla lavorazione del pescato, e alle tecniche di pesca.

Gruppo di lavoro – Area Internazionalizzazione

Il gruppo internazionalizzazione ha focalizzato la sua attenzione principalmente sui seguenti aspetti riferiti alle problematiche della pesca nel Mediterraneo.

Aspetto normativo-politico

Oltre le convenzioni bilaterali, è auspicata una armonizzazione di legislazioni dei differenti Paesi nella prospettiva di pervenire a regolamentazioni (convenzionio norme) multilaterali che rendano possibili aggregazioni di risorse finanziarie, di strutture e mezzi navali, di strumenti per la definizione di modalità ed ambienti delle attività di pesca, con attenzione ad evitare il depauperamento delle risorse ittiche e ad ottimizzare la produttività. La condivisione di impegno per migliorare i supporti tecnologici e le competenze degli addetti resa disponibile da quanto sopra, potrà anch’essa contribuire al perseguimento di uno sviluppo consapevole e sostenibile nel comparto della pesca. Altro aspetto riguarda lo studio delle politiche comunitarie ed internazionali al fine della migliore utilizzazione dei sostegni finanziari resi disponibili e la concertazione condivisa a livello mediterraneo di istanze da veicolare alla Commissione Europea e ad altre istituzioni operanti nel Mediterraneo (Lega Araba, Banca Mondiale, ecc.) per una integrazione e miglioramento delle politiche in atto.

Cooperazione economico-produttiva

Quanto al punto precedente costituisce la base per la creazione d società multinazionali miste pubblico-private della pesca (partecipate a distretti,soggetti pubblici e privati, ecc.) che, suddividendo competenze, capacità, vocazioni, conoscenze tecnologiche e professionali, strumentazioni per la pesca, producano risultati di reciproca utilità e convenienza a beneficio di un incremento economico e remunerativo di ciascuno dei partners. Tali società potranno produrre innovazione sia nel settore della protezione delle risorse ittiche, sia nella cattura di specie ben individuate, sia nella catena di trasformazione pescato-prodotto finito (ad esempio confezionamento del pesce a bordo). La operatività di tali aggregazioni potrà essere di stimolo per un adeguatamento delle norme di cui sopra.

Certificazione del prodotto

A maggior tutela del consumatore, ma anche delle imprese, e per una scelta consapevole del prodotto con incremento dunque della sua commercializzazione, si ritiene di convenienza giungere alla certificazione internazionale del pescato per qualità, area di provenienza, data di pesca ecc., in modo da fornire una chiara tracciabilità alimentare. Un’eventuale idea per giungere ad una tracciabilità alimentare certa anche nei paesi in via di sviluppo (attraverso la localizzazione di laboratori di analisi o di tecnologie in loco), potrebbe consistere nella applicazione dello strumento del debt swap (riconversione del debito estero del Paese attraverso interventi di utilità sociale).

Promozione e distribuzione dei prodotti

Si ritiene che possa agevolare l’intero comparto della pesca, la internalizzazione dei cicli di produzione o dei prodotti finiti,attraverso azioni congiunte di marketing ed espansione sui mercati globali. Mostre, fiere e manifestazioni internazionali potranno essere utili a tal fine.

Conclusioni

Il Distretto Produttivo della Pesca CO.S.VA.P. potrà farsi promotore delle iniziative riferite ai punti esposti, anche avvantaggiandosi dei sostegni offerti dalla Regione Sicilia o a livello nazionale, raccogliendo organicamente le istanze dei distretti o delle associazioni di pesca mediterranei per promuovere azioni concrete di sostegno alla pesca mediterranea.

Questa la nuova organizzazione dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, presentata il 22 gennaio 2016 nel corso della riunione plenaria che si è svolta a Palazzo dei Normanni a Palermo:

Innovazione e Trasferimento tecnologico (Alessandro Busacca);

Internazionalizzazione e cooperazione (Nicola Romana ed Ines Aronadio);

Finanza, Mercati ed Accesso al Credito (Vincenzo Fazio);

Ambiente, Sostenibilità e Biodiversità (Fabio Fiorentino e Franco Andaloro);

Blu Growth e Sicurezza Alimentare (Gioacchino Fazio e Calogero Di Bella).

L’Osservatorio da supporto alla Regione Siciliana, ed particolare all’Assessorato Agricoltura e Pesca, per l’elaborazione delle politiche del mare, per fornire conoscenze al fine di utilizzare al meglio le risorse del nuovo Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (Feamp) e ciò a partire dai bisogni della filiera ittica nel suo insieme. L’Osservatorio è un momento di grande confronto sui temi della sostenibilità dettati dalla Blu Economy elaborata in questi anni dal Distretto Produttivo della Pesca-Cosvap.