Forum del Mediterraneo

Background progetto Medi District

In relazione all’attività ed ai risultati relativi alla edizione “Medi District” 2009-2010, nonché alle azioni svolte dalla Regione Siciliana, dall’ICE e dal Distretto Produttivo della Pesca nell’ambito del Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo, nasce la necessità di proseguire e rafforzare l’iniziativa di coesione fra le sponde mediterranee attraverso il presente progetto che si inserisce nel “Processo per l’Unione Euro-Mediterranea”.

L’Italia e la Sicilia, in particolare nel settore della pesca e delle attività marinare,  possono e devono svolgere un ruolo di primo piano nello spazio di cooperazione del Bacino Mediterraneo per promuovere la necessaria integrazione economica, sociale, istituzionale e culturale da cui dipende lo sviluppo congiunto durevole delle popolazioni costiere.

Le missioni sia inbound che outbound e i rapporti  con i Paesi Terzi in materia di pesca mirano a porre le basi per la costituzione di specifici poli di cooperazione transfrontaliera che, in un disegno univoco, si fondono nel comune obiettivo dello sviluppo ed integrazione delle filiere ittiche, la valorizzazione dei flussi migratori e finanziari, la promozione della ricerca e dell’innovazione, la cooperazione culturale e scientifica attraverso la condivisione e la coerente realizzazione di  progetti comuni di investimento e trasferimento tecnologico nel settore della pesca, mirati ad una gestione integrata delle risorse ittiche.

La pesca è fortemente dipendente dall’accesso allo spazio marittimo e dall’esistenza di ecosistemi marini sani. In un clima di forte competizione, la crescente consapevolezza del ruolo cruciale svolto dal Mare Mediterraneo e la necessità sempre più pressante di preservarlo e di garantirne lo sfruttamento razionale hanno fatto della sostenibilità ecologica della pesca un aspetto fondamentale, ben riconosciuto da tutti gli attori.

In questo contesto,  la strategia della Regione Siciliana, dell’ICE (Istituto per il Commercio Estero) e del Distretto Produttivo della Pesca – COSVAP, è stata quella di lanciare la costruzione di un partenariato euro-mediterraneo nel settore ittico e delle attività connesse, basandosi su un nuovo modello di sviluppo economico: il cluster.  Ciò permette di dare più visibilità e forza alle piccole e medie imprese (PMI) del Mediterraneo, offrendo loro la possibilità di usufruire più agevolmente e in modo più vantaggioso dei servizi resi dalle Istituzioni pubbliche, scientifiche, della ricerca nonché dei sistemi aziendali, finanziari ed assicurativi.

Partendo dal modello di integrazione e sviluppo quale si è rivelato essere il nostro Distretto, stiamo puntando a realizzare, insieme agli altri Paesi rivieraschi, il “Distretto Mediterraneo della Pesca” inteso a rappresentare un comprensorio scientifico e produttivo unico e condiviso fra tutti gli attori del Mediterraneo ed oltre,  volto quindi alla creazione di uno spazio di pace, sicurezza e prosperità condivisa.

Il Distretto Mediterraneo, nell’indirizzarsi a razionalizzare ed uniformare gli interventi nel settore delle risorse marine in tutto il bacino, si pone come nodo nevralgico per integrare realtà reciprocamente funzionali in un ambito di forte impatto socio-economico ed occupazionale che parte dalla pesca ma potrà estendersi ad altri settori produttivi, in particolare alle filiere agro-industriali e ad  altri distretti in un quadro di cooperazione diffusa.

Da rilevare, a questo proposito, la straordinaria valenza  sociale che è alla base del dialogo che il Distretto del Mediterraneo propugna; al fine di creare un clima positivo fra i Paesi Rivieraschi della macro-regione euro-mediterranea anche nel settore ittico, notoriamente fonte di  complesse controversie.

L’edizione 2010-2011 del Medi District rappresenta l’evoluzione della positiva esperienza delle scorse edizioni.

Dal 2007 ad oggi sono stati avviati con successo Programmi di Cooperazione Scientifica ed Industriale con Egitto, Tunisia, Libia, Giordania, Angola, secondo i principi dell’Unione Europea e seguendo i dettami dei Regolamenti Comunitari.

L’attuazione di una fruttuosa cooperazione transfrontaliera euro-mediterranea è da ritenersi strategica per i notevoli vantaggi derivanti dalla collaborazione sul fronte delle problematiche riguardanti i costi energetici e la crisi finanziaria  globale, che hanno inferto un altro duro colpo alla bassa resilienza economica dell’industria alieutica, e per le implicazioni socio-economiche che ne conseguiranno: interventi sulla logistica, avvio di nuove imprese internazionali, servizi finalizzati al miglioramento dell’attività di filiera, formazione professionale.

L’altro obiettivo più significativo, fissato nell’ambito del Medi District, è l’istituzione del  Forum permanente sulla Pesca per il Mediterraneo.

Il Forum ha come interlocutore principale l’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo del Distretto e coinvolgerà i seguenti Paesi: Italia, Malta, Grecia, Albania, Montenegro, Croazia, Egitto, Tunisia, Algeria, Libano, Libia, Marocco, Siria, Turchia, Yemen, Oman, Giordania, Emirati Arabi ed i seguenti Paesi osservatori dell’Africa Sub-Sahariana: Gabon, Camerun, Guinea Equatoriale, Costa d’Avorio e Angola.

Il Forum costituisce dunque il luogo ideale per la promozione, il dialogo, lo scambio scientifico e di saperi tra popoli marinari che si affacciano sul Mediterraneo ed oltre, sui temi riguardanti l’industria ittica latu sensu, al fine di condividere e sperimentare l’applicazione negli Stati interessati del modello di sviluppo tipico dell’Italia: il Distretto Industriale e Produttivo.

Esso va considerato come vero e proprio laboratorio di sviluppo economico e sociale, ritenuto strategico dai nostri Organi di Governo.

Obiettivi del progetto

Da qualche anno è stato avviato un processo di scambio/promozione che vede la marineria Siciliana protagonista di un possibile quanto necessario processo di cooperazione scientifica e produttiva, finalizzata alla creazione di mercati comuni, di attività produttive condivise, possibilmente con la costituzione di Joint Ventures finalizzate alla produzione ittica e acquicola, alla trasformazione ed alla valorizzazione del pescato Mediterraneo.

L’importanza dal punto di vista economico ed occupazionale del settore richiede che vengano attivate azioni finalizzate a razionalizzare e rendere sostenibile e più efficiente l’attività di pesca, ed  a rappresentare una forma di sostegno alle condizioni di vita nell’area.

Contemporaneamente, data la rilevanza generale del settore, si tratta di individuare ed eventualmente attivare le potenzialità di espansione qualitativa e quantitativa delle attività e di sviluppo generale del settore in un ottica di sostenibilità ambientale, di compatibilità economica, di incremento occupazionale e del reddito dei pescatori e di stabilizzazione delle forme di collaborazione tra la componente Siciliana e quella dei Paesi Rivieraschi, minimizzando le condizioni di potenziale conflitto nell’area.

Rilevanza assume anche, nella situazione attuale del comparto peschereccio dell’area, l’implementare gli aspetti relativi alla sicurezza della vita in mare e del benessere degli operatori della pesca.

Tale sforzo è utile che venga sviluppato con il supporto di un organismo specializzato nel settore della pesca quale è  il Distretto della pesca di Mazara del Vallo, con un forte know-how specifico, in grado di trasmettere esperienze, soluzioni operative, tecniche e metodi.

Risultati attesi

Miglioramento delle condizioni di vita ed economiche degli operatori della filiera ittica siciliana (cantieristica, pesca, attività connesse, acquacoltura, trasformazione e commercializzazione).

  1. Valorizzazione del prodotto Mediterraneo.
  2. Messa a punto di un modello produttivo comune da esportare.
  3. Implementazione di “Buone Pratiche”.