Foro per L’Africa

In relazione all’attività di cooperazione economico-istituzionale svolta negli anni dal Distretto della Pesca e Crescita Blu, con il supporto della Regione Siciliana, nei Paesi dell’Africa e del Medioriente allargato, nasce la necessità di proseguire e rafforzare l’iniziativa di promozione e sviluppo del modello distrettuale fra gli operatori economici di queste aree.
Alla luce dei mutati scenari economico-politici che hanno caratterizzato i paesi rivieraschi, la Sicilia, in particolare nel settore della pesca e delle attività marinare, può e deve svolgere un ruolo di primo piano nello spazio di cooperazione del bacino mediterraneo per promuovere la necessaria integrazione economica, sociale, istituzionale e culturale da cui dipende lo sviluppo congiunto durevole delle popolazioni costiere.
Dal 2007 ad oggi la Regione e il Distretto hanno avviato con successo Programmi di Cooperazione Scientifica ed Industriale e siglato accordi di natura commerciale con Algeria, Angola, Egitto, Giordania, Libia, Mozambico, Repubblica del Congo e Tunisia, secondo i principi dell’Unione Europea e seguendo i dettami dei Regolamenti Comunitari.
Le missioni sia inbound che outbound e i rapporti con i Paesi Terzi in materia di pesca mirano a porre le basi per la costituzione di specifici poli di cooperazione transfrontaliera che, in un disegno univoco, si fondono nel comune obiettivo dello sviluppo ed integrazione delle filiere ittiche, la valorizzazione dei flussi migratori e finanziari, la promozione della ricerca e dell’innovazione, la cooperazione culturale e scientifica attraverso la condivisione e la coerente realizzazione di progetti comuni di investimento e trasferimento tecnologico nel settore della pesca, mirati ad una gestione integrata delle risorse ittiche.
La pesca è fortemente dipendente dall’accesso allo spazio marittimo e dall’esistenza di ecosistemi marini sani. In un clima di forte competizione, la crescente consapevolezza del ruolo cruciale svolto dal Mare Mediterraneo e la necessità sempre più pressante di preservarlo e di garantirne lo sfruttamento razionale hanno fatto della sostenibilità ecologica della pesca un aspetto fondamentale, ben riconosciuto da tutti gli attori.
In questo contesto, la strategia della Regione Siciliana e del Distretto della Pesca e Crescita Blu – COSVAP, è stata quella di lanciare la costruzione di un partenariato allargato nel settore ittico e delle attività connesse, basandosi su un nuovo modello di sviluppo economico: il cluster. Ciò permette di dare più visibilità e forza alle piccole e medie imprese (PMI), offrendo loro la possibilità di usufruire più agevolmente e in modo più vantaggioso dei servizi resi dalle Istituzioni pubbliche, scientifiche, della ricerca nonché dei sistemi aziendali, finanziari ed assicurativi.
L’azione di riforma, in atto, coinvolge anche le politiche dell’Unione Europea. E’ quindi il momento di sfruttare pienamente le potenzialità e i nuovi strumenti messi a punto dalla nuova Politica Comune della Pesca i cui obiettivi sono rendere il sistema pesca responsabile, sostenibile ed ecocompatibile salvaguardandone il patrimonio ittico e il sistema pesca in sensu latu.
Tali obiettivi possono essere oggi raggiunti grazie ai nuovi strumenti finanziari europei. II Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca, che avrà corso con la nuova programmazione 2014-2020, destina una cospicua parte del budget a iniziative imprenditoriali volte a valorizzare e potenziare il tessuto imprenditoriale ittico esistente sempre più pressato dalla crisi strutturale del sistema pesca.
E’ proprio in ragione di ciò che partendo dal modello di integrazione e sviluppo quale si è rivelato essere il nostro Distretto, stiamo puntando a realizzare, insieme agli altri Paesi rivieraschi, il “Distretto Mediterraneo della Pesca” inteso a rappresentare un comprensorio scientifico e produttivo unico e condiviso fra tutti gli attori del Mediterraneo ed oltre, volto quindi alla creazione di uno spazio di pace, sicurezza e prosperità condivisa.
Il Distretto Mediterraneo, nell’indirizzarsi a razionalizzare ed uniformare gli interventi nel settore delle risorse marine in tutto il bacino, si pone come nodo nevralgico per integrare realtà reciprocamente funzionali in un ambito di forte impatto socio-economico ed occupazionale che parte dalla pesca ma potrà estendersi ad altri settori produttivi e ad altri distretti in un quadro di cooperazione diffusa.
Da rilevare, a questo proposito, la straordinaria valenza sociale che è alla base del dialogo che il Distretto del Mediterraneo propugna; al fine di creare un clima positivo fra i Paesi Rivieraschi della macro-regione euro-mediterranea anche nel settore ittico, notoriamente fonte di complesse controversie.
Oggi vi è, però, l’esigenza di estendere tale modello agli altri Paesi dell’Africa e del Medioriente allargato caratterizzati anch’essi da micro/piccole imprese che necessitano di un trasferimento di know how e di integrazione in un sistema più ampio per divenire maggiormente competitive. Le aziende ittiche siciliane possono, a tal riguardo, giocare un ruolo di primaria importanza nella trasferimento di conoscenze e di tecnologie.
L’attuazione di una fruttuosa cooperazione transfrontaliera con i paesi del Mediterraneo e oltre è da ritenersi strategica per i notevoli vantaggi derivanti dalla collaborazione sul fronte delle problematiche riguardanti i costi energetici e la crisi finanziaria globale, che hanno inferto un altro duro colpo alla bassa resilienza economica dell’industria alieutica, e per le implicazioni socio-economiche che ne conseguiranno: interventi sulla logistica, avvio di nuove imprese internazionali, servizi finalizzati al miglioramento dell’attività di filiera, formazione professionale.
Il Foro ha come interlocutore principale l’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo del Distretto e potrà coinvolgere i seguenti Paesi: Albania, Algeria , Croazia, Giordania, Grecia, Egitto, Emirati Arabi, Libano, Libia, Malta, Marocco, Montenegro,Mozambico, Oman, Tunisia, Turchia, Siria,Yemen, ed i seguenti Paesi osservatori dell’Africa Sub-Sahariana: Gabon, Camerun, Guinea Equatoriale, Costa d’Avorio, Angola e Repubblica del Congo.
Il Foro costituisce dunque il luogo ideale per la promozione, il dialogo, lo scambio scientifico e di saperi tra popoli marinari che si affacciano sul Mediterraneo ed oltre, sui temi riguardanti l’industria ittica latu sensu, al fine di condividere e sperimentare l’applicazione negli Stati interessati del modello di sviluppo tipico dell’Italia: il Distretto Industriale e Produttivo.
Esso va considerato come vero e proprio laboratorio di sviluppo economico e sociale, ritenuto strategico dai nostri Organi di Governo.

Obiettivi del progetto

Da qualche anno è stato avviato un processo di scambio/promozione che vede la marineria Siciliana protagonista di un possibile quanto necessario processo di cooperazione scientifica e produttiva, finalizzata alla creazione di mercati comuni, di attività produttive condivise, possibilmente con la costituzione di Joint Ventures finalizzate alla produzione ittica e acquicola, alla trasformazione ed alla valorizzazione del pescato.

L’importanza dal punto di vista economico ed occupazionale del settore richiede che vengano attivate azioni finalizzate a razionalizzare e rendere sostenibile e più efficiente l’attività di pesca, ed a rappresentare una forma di sostegno alle condizioni di vita nell’area.

Contemporaneamente, data la rilevanza generale del settore, si tratta di individuare ed eventualmente attivare le potenzialità di espansione qualitativa e quantitativa delle attività e di sviluppo generale del settore in un ottica di sostenibilità ambientale, di compatibilità economica, di incremento occupazionale e del reddito dei pescatori e di stabilizzazione delle forme di collaborazione tra la componente Siciliana e quella dei Paesi dell’Africa e del Medioriente allargato, minimizzando le condizioni di potenziale conflitto nelle aree interessate.

Rilevanza assume anche, nella situazione attuale del comparto peschereccio dell’area, l’implementare gli aspetti relativi alla sicurezza della vita in mare e del benessere degli operatori della pesca.

Tale sforzo è utile che venga sviluppato con il supporto di un organismo specializzato nel settore della pesca quale è il Distretto della pesca di Mazara del Vallo, con un forte know-how specifico, in grado di trasmettere esperienze, soluzioni operative, tecniche e metodi.

Risultati attesi

  • Miglioramento delle condizioni di vita ed economiche degli operatori della filiera ittica siciliana (cantieristica, pesca, attività connesse, acquacoltura, trasformazione e commercializzazione).
  • Valorizzazione del prodotto ittico.
  • Messa a punto di un modello produttivo comune da esportare.
  • Implementazione di “Buone Pratiche”.